Nei giorni scorsi sono usciti molti articoli sul tema dell’autismo e delle iniziative finalizzate a collegare ragazzi e adulti affetti da autismo con il mondo del lavoro, favorendo l’inserimento in azienda o contratti con le associazioni. Belle iniziative inclusive che danno speranza alle persone che rientrano nello spettro autistico, e alle loro famiglie.

 

L’AUTISMO: ETIMOLOGIA E LINGUISTICA FANTASIOSA

Più che sull’autismo e le possibilità di lavoro, questa riflessione volteggia tra i nomi di marca strettamente connessi al tema, e ad alcune parole satellite. Il punto di partenza è però l’etimo del termine autismo che ci riporta al greco autós “sé stesso” ed indica l’autoreferenzialità, la difficoltà di includere l’altro da sé e di avere un rapporto equilibrato con la realtà. Il film Rain Man nel 1988 ha dato grande visibilità a questo disturbo, che può generare anche risvolti fenomenali. Il Teatro Elfo Puccini di Milano nelle passate stagioni ha ospitato pièce drammatiche molto toccanti sui temi dell’autismo. E segnalo il sorprendente testo di Dara McAnulty “Diario di un giovane naturalista” scritto da un ragazzo affetto da sindrome di Asperger che parla in prima persone del suo disturbo e dei momenti difficili, e ne dà un’incredibile visione dal di dentro, cosa unica.

Tornando alle radici del termine autismo, allargo la prospettiva e con un volo molto pindarico e poco ortodosso mi avvicino al latino. La particella aut in latino significa “o”; la sfruttata espressione aut aut indica la scelta, o questo o quello. Mi piace pensare che anche il latino porti il suo contributo offrendo la vista del diverso, dell’altro da: la congiunzione “o” indica un punto di vista differente, diseguale, come l’autismo che apre alla dimensione del diverso. A questo punto non si può eludere l’inglese, spudoratamente perché l’affinità è solo fonetica e ci porta su out “fuori”. Forzando un po’ la psicologia e la medicina quel fuori potrebbe essere un indicatore di chi soffre di malattie dello spettro autistico, e del rapporto non standard con la realtà.

Esauriti questi agganci linguistici più e meno legittimi, introduco due brand che includono un riferimento all’autismo nel loro nome: PizzAut e Autelier.

 

NON SOLO PIZZA CON PIZZAUT

PizzAut è oggi un’associazione in rapido sviluppo, nata come spesso succede nell’ambito del disagio, da un genitore che ha voluto creare un futuro diverso per suo figlio affetto da autismo. Il nome PizzAut, anche se molto vicino a Pizza Hut, è piacevolissimo: dà rilevanza al tema pizza che è il nucleo aggregante, di cui sfrutta la A per introdurre aut/autismo. Fondata nel 2017, l’associazione nel 2020 riesce ad allestire il primo truck per vendere la pizza: il PizzAutobus. Geniale questa commistione di autismo e auto (la ritroveremo in chiusura). Subito dopo nascono i primi due ristoranti fuori Milano, e tanti contratti di lavoro per ragazzi e adulti, che porteranno anche all’inserimento in grandi aziende. In rete c’è un video con un jingle che ha avuto milioni di visualizzazioni e che rende l’idea del coinvolgimento di utenti e non utenti nei progetti di PizzAut.

PIZZAUTOBUS DI PIZZAUTPIZZAUT DANONE ELIO E LE STORIE TESE

 

L’AUTELIER VIRTUOSO

L’altra associazione onlus è Diesis che ha lanciato da pochissimo il progetto Autelier. Si tratta di un outlet (ecco di nuovo out/aut) nel quartiere Nolo a Milano, che nella forma di un atelier di moda coinvolge giovani con sintomi che rientrano nello spettro autistico. Affiancato c’è uno spazio che verrà usato come luogo di incontro e fucina di altre iniziative. Anche il nome Autelier sfrutta la radice aut di autismo e ci gioca con brillantezza. Atelier è un termine francese che rimanda ad un negozio chic anche se etimologicamente è collegato al concetto di laboratorio / cantiere. Sviluppa infatti il termine latino astella “scheggia, asse di legno”. Atelier incorpora aut con una resa fantasiosa quanto giocosa. Il sottotitolo del progetto Autelier propone il tema della moda virtuosa: “Vestiamo un mondo migliore”.

ASSOCIAZIONE DIESIS ONLUS CON AUTELIER

Uno degli slogan dell’associazione Diesis mette a terra la missione e i valori, con una ripresa forte della radice aut: Dall’autismo all’Autonomia. Anche la parola aiuto si presta al rintocco con autismo: mette in sequenza le tre lettere A U T, intercalando le vocali I ed O.

AUTELIER DIESIS MAGGIO 2024

 

 

Chissà che anche il suono e la fonetica non abbiano un peso forte in questo settore: Autogrill ha risposto agli appelli, e oltre ad un’assunzione fornirà un truck per la flotta itinerante di PizzAut. Il gemellaggio Autogrill e PizzAut sancito dalla particella comune aut fa proprio sorridere!

Le immagini sono tratte dai rispettivi siti e canali social.