Ieri a Milano è stato presentato il brand Ballor, creato da un botanista nel 1856 e oggetto di un possente rebranding da parte della distilleria Bonollo Umberto SpA.

 

LA PRIMA B È QUELLA DI BALLOR

Ballor è un brand storico torinese, motivo di orgoglio per la tradizione liquoristica italiana anche se veleggia con un nome straniero. Ballor è infatti il cognome di uno dei fondatori del brand, Paul Ballor venuto dalla Francia e innamoratosi della vivace Torino. A fine ‘800 Torino era una città in pieno fermento: nascono le prime industrie, si sviluppa il polo ferroviario e la tratta Torino- Genova, lo spirito imprenditoriale permea ogni settore produttivo.

 

UN BOTANISTA FRANCESE

Ecco la seconda B, quella di botanista. Ballor viene invitato a Torino per un consulto in quanto esperto di erbe dall’amico Henry Freund, che proprio a Torino ha fatto la scoperta del vermouth. Rimane avvinghiato all’Italia, attratto dal clima, dalla grande varietà di erbe e di distillati, e da botanista non può che radicarsi nel tessuto italiano, predisposto per i distillati di erbe. Alla produzione di amari portata avanti nei secoli dagli ordini monastici, si aggiunge infatti la fama internazionale dei liquoristi piemontesi. A fine 700 nasce proprio in Piemonte il vermouth, che all’origine era un infuso di erbe da bere la mattina (che anagramma erbe/bere!) per fini salutari. I tecnici piemontesi ne stabilizzano la ricetta aggiungendo zucchero e alcol, e il vermouth prende una nuova piega. Non più solo per fini salutari, ma formidabile anche in altri orari e come aperitivo. Ho parlato del vermouth (wermut vuole dire “assenzio” in tedesco) tempo fa su questo blog.

 

DAI SAVOIA AGLI STATI UNITI

Ballor entra in società con l’amico Henry Freund e con la nobile signora Emilie Roussette conosciuta viaggiando, e impianta la distilleria Freund Ballor & C.IA che viene premiata più volte con la medaglia d’oro alle esposizioni internazionali. Nel 1902 Ballor diventa fornitore della Real Casa di Savoia, e presto la fama della distilleria travalica il regno di Sardegna raggiungendo persino gli Stati Uniti. È stata ritrovata negli archivi una ricetta americana che risale al 1908 in cui viene indicato tra gli ingredienti il vermouth Ballor.

Manifesti, etichette, stemmi, cartoline, bottiglie dalle forme più varie testimoniano la storia di questo brand, così vivace e innovatore per tutto il XIX secolo. Verso il 1920 comincia un periodo di quiescenza in cui il marchio Ballor viene acquistato e rivenduto più volte, fino ad arrivare al 2017 e alla terza B di questo brand.

 

LA B DI BONOLLO

Elvio Bonollo: è lui il titolare e portavoce della famiglia Bonollo, che da generazioni si occupa di distillati. Ha riconosciuto il potenziale di Ballor e l’affinità di valori e vision, ed ha pertanto acquisito il marchio 5 anni fa per farlo rinascere ora. L’azienda Bonollo forte della sua esperienza (grappa OF) e all’avanguardia nella ricerca, ha reinterpretato le ricette originarie Ballor arrivando a rilanciare i due prodotti di punta. Il primo è il vermouth che gode di ben 3 tipi di assenzio, di un’ampia varietà di spezie tra cui chiodi di garofano e cannella per un totale di 30 piante. A questo si aggiunge un gin, caratterizzato da estrema freschezza e da aromi di agrumi siciliani e calabresi, che si sposano con erbe piemontesi e mediterranee, e con più varietà di ginepro. I procedimenti di essicazione, macinazione, macerazione, ed estrazione delle erbe sono scrupolosi. Bonollo punta all’eccellenza della distillazione: rispetto delle qualità naturali, ricerca di metodi non invasivi. Il cognome Bonollo è una promessa per la sua vicinanza a “bono, buono” e bene. La combinazione di nome e cognome Elvio Bonollo che ha una fonetica pacata, morbida e rotonda, è una conferma dell’approccio gentile verso la natura, il territorio, il target.

 

DUE P E DUE M

Nella presentazione fatta ieri emergono anche due P, sono quelle della Passione e Professionalità che animano questo rilancio entusiasmante, dice Valentina Ursic responsabile marketing Bonollo. La ricerca, lo studio, il lavoro sulla storia del brand Ballor, sulle ricette e gli archivi straripanti di documenti sono stati contagiosi per tutto il team Bonollo. E ora Ballor rivede la luce, con un tour di eventi estivi in Italia.

Le due M appartengono a Mixology, la vocazione odierna di Ballor che per la sua versatilità e piacevolezza intercetta un trend attuale di preparazione di cocktail raffinati. E poi c’è la M di Millennials, la generazione di 30enni eletta a target principale delle proposte Ballor, per il virtuoso incontro di valori tra questi giovani e il brand.

BONOLLO RILANCIA BALLOR

 

Aggiungo una L, quella di Liguori: l’assonanza con “liquoristi piemontesi” è molto forte e mi è cara in considerazione del fatto che il cognome di mia madre era appunto Piemonte. Con i liquori però, il cognome Liguori non ha nulla a che vedere!

 

Le immagini sono tratte dal sito Ballor.