PETITE ROBE NOIRE, NON SOLO TUBINO NERO

PETITE ROBE NOIRE, NON SOLO TUBINO NERO

In Italia si chiama “tubino” e pare che il 96% delle donne ne possieda almeno uno; in lingua inglese si dice little black dress spesso abbreviato in LBD, e in francese si chiama petite robe noire. E’ quelle cosina nera, understated (piccola/petite) ma ultra fondamentale (overstated) nel guardaroba femminile; mi sa che non c'è niente di analogo al maschile. E’ stata Coco Chanel nel 1926 a inventare l’abito e con leggiadra ironia il suo nome “Petite Robe Noire”, che da subito è diventato sinonimo di eleganza semplice e chic, ed icona di stile grazie anche ad Audrey Hepburn nel film...
UN GESUITA CHE SI CHIAMA FRANCESCO … UN OSSIMORO?

UN GESUITA CHE SI CHIAMA FRANCESCO … UN OSSIMORO?

1. GESUITA membro dell’ordine della Compagnia di Gesù, fondata da Ignazio da Loyola e famosa per la fedeltà al papa, il rigore, l’inquisizione e le missioni in America dopo che fu scoperto il nuovo continente 2. FRANCESCO fondatore dell’ordine dei francescani, asceta, mendicante, coraggioso e votato alla povertà. Autore del meraviglioso Cantico delle Creature, una delle prime opere della letteratura italiana in lingua volgare con un altissimo valore letterario, storico e spirituale. 3. OSSIMORO una figura retorica che accosta due termini in contrasto tra loro, “…spesso incompatibili … si tratta quindi di una combinazione scelta deliberatamente da chi scrive o...
IBRIDI LINGUISTICI

IBRIDI LINGUISTICI

Se ne era già parlato a proposito di quei nomi di marca di servizi e prodotti molto innovativi e “pionieri” che inaugurano un nuovo ambito, e danno origine a parole nuove e verbificazioni perché la lingua italiana è ancora impreparata e a corto di parole adeguate: googolare, pinnare. Ora il dito è puntato su quei verbi “italiesi”, gli ibridi che nascono quando una parola inglese viene impiantata nell’italiano e si guadagna addirittura una forma verbale. Ecco alcuni esempi: buggettizzare, fittare, loggare, performare, taggare. Questi termini  nascono in contesti aziendali in cui l’uso dell’inglese è corrente e per semplificare o per un...
KUGA FORD, QUANDO E’ IL SUONO A SUGGERIRE IL SENSO

KUGA FORD, QUANDO E’ IL SUONO A SUGGERIRE IL SENSO

Compatto, ben bilanciato e proporzionato. Così viene presentato il suv - Sport Utility Vehicle - Kuga, e senza sapere bene come siamo abbastanza persuasi che il nome Kuga rappresenti proprio bene i concetti di compattezza, proporzione ed equilibrio. Apparentemente Kuga sembra infatti un nome senza significato, una pura successione di suoni: è un nome breve, chiuso, autosufficiente (compattezza), le cui sillabe sono molto nette e simmetriche (proporzione). La sonorità sommariamente femminile per la chiusura in A, è ben bilanciata dai suoni forti della K – C dura e della G. La vocale U conferisce profondità e una tenebrosa vibrazione, illuminata dalla...
IL PROFUMO MANIFESTO

IL PROFUMO MANIFESTO

Il nome è Manifesto, la casa profumiera è Yves Saint Laurent, la campagna è una bella modella con le mani tinte di viola. La prima lampadina che si illumina è per la relazione tra il nome Manifesto e le mani viola della modella con la vernice che cola: hanno in comune il bisillabo mani. Per il resto ci si fa qualche domanda, soprattutto se si legge il payoff “osare è un arte”. Ci si chiede se la modella ci stia invitando ad osare mettendo lo smalto non solo sulle unghie ma su tutta la mano e lasciandolo colare in giro....
A SAN VALENTINO NON C’E’ DUE SENZA …

A SAN VALENTINO NON C’E’ DUE SENZA …

Non c’è due senza Te. Si, avete letto bene, “senza te”. E’ il claim della nuova campagna dei gioielli DoubleV di Vhernier, che si inserisce in modo sottile e arguto in questa atmosfera san-valentiniana, piena di profumi più o meno nuovi, gioielli per lei, cioccolatini per gli innamorati e spot romantici per i sognatori. Questo claim di Vhernier è proprio fresco e intrigante perché usa la frase fatta non c’è due senza tre, la trasforma (tre diventa te) e ne ricava un senso nuovo assolutamente coerente con l'anello "doppio" che si chiama infatti Double V, con il tema della coppia,...
IL PIRLO

IL PIRLO

Si conclude con una insidiosa paroletta questa carrellata sugli aperitivi cominciata con Spritz, passata attraverso il vermut, Rosso Antico, Carpano, Aperol, Martini, Campari, Punt e Mes … e che ora proprio allo Spritz fa ritorno. Nella zona di Brescia (e solo lì!) lo spritz si chiama pirlo, indipendentemente da come è fatto; con Aperol o con Campari, sempre di pirlo si tratta. Pirlo deriva dal verbo “pirlare” che significa “girare, roteare, ed anche cadere”. Il nome pirlo usato per nominare lo spritz vuole indicare il vortice e il girare che si origina dall’incontro dell’ingrediente colorato con il vino o prosecco. “Pirlare” è proprio quel moto circolare o...
PUNT E MES

PUNT E MES

Dal sito Carpano: “Si narra che nel 1870 nella bottega Carpano, un agente di borsa preso da una discussione con i colleghi, ordinò il vermut corretto con una mezza dose di china, utilizzando un’espressione dialettale: una “Punt e Mes” . L’estemporanea formulazione del drink divenne da subito familiare agli habitué del locale che cominciarono ad ordinare “Punt e Mes” con un gesto. Bastava infatti che il cliente facesse al cameriere un gesto consistente nel sollevare il pollice “un Punt” e nel tracciare poi una linea orizzontale nell’aria “Mes” con la mano tesa, per ottenere immediatamente il Punt e Mes desiderato”. Dal...
GOOGOLARE, TWITTARE … VERBIFICARE

GOOGOLARE, TWITTARE … VERBIFICARE

Alcuni sono proprio bruttini, come googolare o gugolare, pinnare (da Pinterest), altri sono più simpatici: twittare, scotchare. Si tratta di un fenomeno giovane che consiste nel prendere un nome di marca e “verbificarlo”. Anche verbificare non è una parola attraente, però rende bene il fenomeno. Si crea un neologismo in forma di verbo che indica l’azione collegata a quel prodotto/marca. Si googola su Google, si twitta su Twitter. Le ragioni di questa prolificità verbale sono varie: spesso la marca è così innovativa che non esiste ancora un verbo che le si adatti, e si dovrebbero usare giri di parole farraginosi....
I SIMBOLI DI PARTITO COME I MARCHI: FATTI E CONTRAFFATTI

I SIMBOLI DI PARTITO COME I MARCHI: FATTI E CONTRAFFATTI

Neanche la politica ne è esente, e in questi giorni ce lo sta dimostrando: un partito o un candidato diventano una marca e vengono proposti secondo le logiche del marketing, e il simbolo del partito si comporta come un marchio, ovvero è un segno visivo-verbale, riconoscibile, colorato e, purtroppo per lui, imitabile. E’ successo per alcuni simboli presentati in questi giorni ed evidentemente simili ad altri. Senza voler discutere circa l’ingenuità o la reale intenzione di contraffazione, si vuole solo sottolineare come questa può avvenire sia (altro…)
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