YAMAMAY FERMA IL BASTARDO

YAMAMAY FERMA IL BASTARDO

La campagna Yamamay "Ferma il bastardo": tante polemiche ancora prima della messa in onda di domani. Ricorda Benetton e i discorsi sul valore e sul senso delle intrusioni dei brand commerciali nei discorsi etici e di denuncia civile. Fiumi di parole verranno scritti, anche se l’amministratore delegato Gianluigi Cimmino non si aspetta di vendere una sola mutandina grazie a questa iniziativa. Ad ogni modo voglio ricordare che il significato della parola bastardo è Ibrido: per Enciclopedia Treccani  agg. [dal fr. ant. bastard (mod. bâtard), voce di origine incerta] per indicare un ibrido fra due razze, di animali o di piante...
POMPEA … UN CASO DI TURPILOQUIO?

POMPEA … UN CASO DI TURPILOQUIO?

C’è qualcosa di allusivamente scandaloso o provocatorio in questa immagine abbinata al nome Pompea? Chissà se negli anni ‘90 quando è nato il brand Pompea, gli artefici già pensavano all’estensione al target maschile? Non che sia un nome così valorizzante anche per il target femminile ... In risposta a quale suggestione i fondatori hanno scelto di dare il nome Pompea alla loro azienda di collant? Sul sito si legge che l’azienda è nata nel 1996 e che per i primi anni si è rivolta alle donne. Solo in seguito si è aperta anche ai target maschile e kid con calze, intimo...
VLADIMIRO I CEROTTI DEL BUON RESPIRO

VLADIMIRO I CEROTTI DEL BUON RESPIRO

Vi ricordate i cerottini nasali Vladimiro? Difficile se non si è vittime del problema della respirazione difficoltosa soprattutto notturna. I cerottini nasali hanno una funzione meccanica: sollevano le narici aumentandone l’apertura, così l’aria passa meglio e tutta la respirazione ne giova, attenuando anche il fastidioso russare. Li usano gli sportivi per migliorare l’ossigenazione, li usano le mamme per i bimbi che fanno fatica a respirare, li usano le mogli per i mariti “tromboni”; e sì, perché il problema colpisce soprattutto gli uomini. Ma il nome Vladimiro non si può dimenticare, e ci si chiede perché Vladimiro …  un nome così...
L’ETIMOLOGIA DI “PASQUA” DAL PASSAGGIO ALLA PASSIONE

L’ETIMOLOGIA DI “PASQUA” DAL PASSAGGIO ALLA PASSIONE

Pasqua: dall’aramaico pasha, che corrisponde all’ebraico pesach e da cui si è sviluppato il latino păscha(m) passando attraverso il greco páscha. Passaggio in tutti i sensi, attraverso le lingue antiche e "passaggio" come significato della parola Pasqua. La Pasqua ebraica commemora la liberazione dalla schiavitù egiziana, ovvero il "passaggio" inteso come uscita degli ebrei dall’Egitto grazie a Mosé. Con il Cristianesimo la Pasqua ha acquisito un nuovo significato: il passaggio dalla morte alla vita grazie a Gesù Cristo e in generale il passaggio alla vita nuova con la risurrezione. Qualche studioso riconosce nella parola páscha una vicinanza al verbo greco...
APEROL, L’APERITIVO CHE APRE

APEROL, L’APERITIVO CHE APRE

E’ nato  nel 1919, quado fu presentato dai fratelli Barbieri alla Fiera Campionaria di Padova. L’apice del successo lo ha raggiunto però quasi 100 anni dopo grazie al vigoroso rilancio ad opera di Campari che ne diventa proprietaria dal 2003, ed al fortunato intrigo con lo Spritz. Aperol Spritz, Happy Hour, Spritz Life, Street Life, sono stato e sono ancora il denominatore comune delle serate metropolitane in tutta Italia. Dire Aperol Spritz è come dire “aperitivo”, e forse lo stretto rapporto tra Aperol e aperitivo era già nelle intenzioni di chi ha individuato il nome Aperol per questa bevanda alle erbe aromatiche e radici...
HOLIDAY E HOLY- DAY

HOLIDAY E HOLY- DAY

Anche il termine inglese holiday riproduce lo stesso percorso visto per la lingua italiana relativamente all'etimo dei termini ferie/feriale: holy day indica infatti la “festa del santo” (holy significa anche "sacro") come l'italiano feriale. Successivamente la versione plurale holidays (con la trasformazione della lettera Y in I) ha guadagnato anche il significato di “giorno in cui non si lavora” (per onorare il santo!) proprio come è avvenuto per l'italiano ferie. Insomma, a tutti l'augurio di essere molto vuoti (vacanti), liberi (vacare) e riposati, e sempre in festa (ferie) soprattutto nei giorni feriali.
FERIE E IL SUO CONTRARIO: FERIALE

FERIE E IL SUO CONTRARIO: FERIALE

La parola ferie ha una storia molto curiosa: ha la stessa origine dell’aggettivo feriale ma un significato praticamente opposto. Ferie infatti indica le vacanze e il riposo lavorativo, mentre feriale è ciò che non è festivo, quindi il giorno lavorativo. Alla base di questa inusuale contraddizione sta il termine tardo latino feria(m) che nella liturgia cristiana distingueva la domenica – il giorno del Signore - dalle feriae, (feria secunda il lunedì, feria tertia il martedì ecc.) cioè i giorni della settimana in cui si festeggiava un santo. Il significato originario di feria è quindi sempre quello di “festa”, ma l’uso...
TUTTI IN VACANZA

TUTTI IN VACANZA

Ecco le vacanze ... che arrivano da molto lontano, precisamente dal latino dotto vacare. Questo termine all’origine aveva però il significato di “essere vuoto” e solo successivamente vacare ha acquisito il suo senso oggi più apprezzato: “essere libero”. Dal participio passato vacante(m) è derivato il sostantivo neutro plurale vacantia, da cui il francese vacance che nel XVII secolo ha assunto il significato di “periodo di riposo”, trasmesso – fortunatamente - anche alla lingua italiana.
SALARIO E SALE

SALARIO E SALE

Prendiamo spunto dalla rubrica di Aldo Grasso pubblicata sul settimanale Io Donna del 7 aprile, per dare spazio ad una parola drammaticamente attuale e risonante: SALARIO. “Tu proverai sì come sa di salo lo pane altrui” ammoniva padre Dante. Il salario, infatti, deriva dal sale: “salarius” era propriamente la razione di sale, poi “indennità per l’acquisto di sale e di altri generi alimentari concessa ai funzionari della magistratura e dell’esercito”, quindi, nel latino imperiale, “stipendio, retribuzione”. Una volta per la conservazione di cibi, il sale era considerato un bene primario, indispensabile, una sorta di moneta di scambio, basti pensare alle...
BERLUSCONI: NOMEN EST OMEN?

BERLUSCONI: NOMEN EST OMEN?

Berlusconi è un cognome che deriva dal latino bis-luscus ovvero “due volte losco” come esplicita il diz. Etimologico della lingua italiana Zanichelli. Cercando l’origine dell’aggettivo losco si scopre che nasce dalla contrazione di luce-captus che diventa lucs-cis, e prende il significato di “privo di luce, orbo”. Tra i derivati di losco in Italia le forme cognominali più frequenti sono: Loschi, Luschi, Luschini. Il cognome Berlusconi si rivela così un cognome fisio-anatomico perché si riferisce ad una caratteristica del corpo umano, la vista. Rimanda al significato di guercio che vuol dire “obliquo, storto, cieco da un occhio”; nel caso del cognome Berlusconi, “guercio due volte”, bis. Una coincidenza curiosa è che il...
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