Un programma, forse anche una minaccia: guardate che ora La Lombardia si cura. Scelgo come lettura privilegiata quella che dà evidenza a Si cura piuttosto che a quella dell’aggettivo sicura, perché la trovo molto coerente con la forma della petizione proposta del sito. Ma anche perché la situazione della sanità Lombarda sta malamente degenerando e ha bisogno di curarsi e di ricevere cura. Per diventare poi più sicura.

 

SALVARE LA SANITÀ PUBBLICA LOMBARDA, POCO IN SALUTE

Per giunta siamo in tema sanità, e sembra quasi pleonastico parlare di cura e di salute. Il tutto completato dalla metonimia che vede la Lombardia prendere il posto della sanità pubblica lombarda.

A parere di molti la cura si rende necessaria per la Lombardia, e da mesi è in onda La Lombardia SiCura. Per ora è un nome, una campagna, un sito che vede la collaborazione attiva e il sostegno di più soggetti, tra sindacati, associazioni, comitati, partiti politici.

Sul sito si legge: “La Lombardia SiCura è il nuovo nome scelto dai referenti del Comitato Promotore del Referendum per la Sanità Pubblica, fondato da Medicina Democratica, Osservatorio Salute, Cgil Funzione pubblica, Spi Cgil, Cgil Lombardia, Arci Lombardia e ACLI Milanesi, per proseguire la battaglia referendaria per ridare centralità alla sanità pubblica”.

 

SI DEVE CURARE

Si è capito che trovo interessante il gioco linguistico e visivo del termine con due teste SiCura. Una testa è la formula verbale curarsi, prendersi cura di sé. La seconda testa è l’aggettivo sicura. Quest’ultimo deriva dal latino secùros composto dal disgiuntivo se che indica privazione e separazione, e da cura cioè preoccupazione. Quindi il senso di sicura è di essere “senza preoccupazioni”.

La lettura con il verbo curarsi è facilitata dall’iniziale maiuscola di cura che porta quindi a distinguere il verbo dentro il trisillabo sicura. La prediligo perché duetta con l’ambito sanitario delle prestazioni mediche. Sicura come aggettivo rappresenta i desiderata, e cioè che la sanità pubblica lombarda possa essere sicura e garantita. E quindi che la Lombardia torni ad essere un modello valido, un insieme di buone pratiche di cura come succedeva decenni fa. Sul sito CGL Lecco c’è una dura descrizione dei malfunzionamenti e delle scelte sbagliate, e sul volantino di La Lombardia SiCura si leggono gli intenti.

LA LOMBARDIA SICURA PETIZIONE VOLANTINO

L’articolo femminile La che anticipa Lombardia SiCura ha un peso forte: un dito indice teso che porta l’attenzione su questa Lombardia mala(nda)ta. Dà rilevanza, fa emergere, tira fuori, e suggerisce anche fierezza: è la Lombardia stessa a curarsi, a rendersi sicura.

Mi auguro che l’iniziativa abbia successo, e che questo articolo porti nuovi firmatari al link della petizione.

Le immagini sono tratte dal sito e dai siti dei referenti.