Facendo una ricerca sui pani speciali e le alternative al pane ho notato Le Gallotte, e le ho notate soprattutto per il nome. Ci vuole coraggio per decidere di usare un nome con questa struttura; la sua prima parte gall- è chiaramente riconducibile al nome del brand. La seconda parte fatta dal suffisso -otte suggerisce pesantezza, grandi dimensioni, solidità, consistenza, attributi che non sono così affini alla categoria delle gallette, percepite infatti come sottili e leggere.

ATTENZIONE A GIOCARE CON LE LETTERE!

È difficile resistere al richiamo del gioco di parole, e il brand name Gallo lo offre su un piatto d’argento: Gallo + gallette = Gallotte. Il passo è breve grazie alla comune radice gall-; un passo breve ma che comporta un salto semantico non indifferente. Il suffisso –otte carica di peso e dimensione, in base all’iconismo linguistico. La O è ampia e pesante, mentre la doppia TT e la E acquisiscono il peso specifico della vocale che le precede. La prima E di Gallette infatti suggerisce piccole dimensioni e leggerezza; la stessa sensazione la darebbe gallitte con un po’ più di durezza. Gallatte invece riporta su un piano più stabile ed ampio (se non si segue il rimando al latte), mentre gallutte darebbe l’idea di qualcosa di profondo, corposo e un po’ difficile da ingoiare. Basta cambiare una lettera per colorare in modo differente l’esperienza di una parola. È il potere simbolico ed iconico dei suoni che riescono a costruire un’immagine o dare un’idea senza appoggiarsi al significato. Un altro brand famoso per il riso come Riso Scotti, ha dato alle sue gallette il nome Risette (e non Scottone!). Quale dei due prodotti percepiamo come più leggero e digeribile, Risette o  Gallotte?

GALLO ENTRA NELLE GALLOTTE, MA …

Oltre all’effetto creato dal suffisso –otte, anche solo “giocare” con il nome del brand è una bella responsabilità. Significa andare a manovrare il suo dna e il suo contenuto genetico. E a volte questa manipolazione rischia di ritorcersi contro il brand stesso, banalizzandolo o svilendolo. Speriamo che non sia così per Gallo, una marca forte, storica, sedimentata. Negli anni ha dimostrato di cavarsela bene con le parole: la scelta del claim di campagna Chicchiricchi è stata molto azzeccata perché il verso del gallo per un brand che si chiama Gallo dà forza e valore. Utilizzare il verso senza l’accento ha permesso di sfruttare il senso di “chicchi ricchi”. Anche qui c’è una operazione sulla lingua ma non coinvolge il nome della marca. Questa arguta “trasformazione” porta in un’area di senso estranea al verso originario del gallo, ma ultra vantaggiosa per una marca di riso: i nostri chicchi sono ricchi, speciali, unici.

IL LOGO RIBADISCE CHI COMANDA

Le Gallotte è sicuramente un naming simpatico e ammiccante, ed il video promozionale lavora in questa direzione, ma non è così concorde con gli attributi della categoria delle gallette. È un nome che flirta molto con il brand ma meno con il prodotto. Lo stretto intreccio al brand name Gallo, è ribadito anche dalla grafica del logo de Le Gallotte, che mantiene la scritta Gallo con il font classico e il segno di marchio registrato, e aggiunge in corsivo l’articolo femminile e il suffisso –tte.

LE GALLOTTE LOGO

Il messaggio che passa è che Le Gallotte sono sicuramente a base di riso, appunto perché figlie di Gallo, tanto predilette da integrarne il nome. Ci sono 3 versioni individuate da colori diversi del pack: con riso integrale, riso rosso e riso venere.

GALLOTTE RISO GALLO

Le immagini sono prese dal sito e dai canali social Gallo