Il plurale è Wizzis e il singolare anche, in un circolo vizioso promosso dal mandante Esselunga. Ho passato ore in rete per capire l’uso del nome Wizzis e come le persone lo pronunciano, sorbendomi assurdi video di speaker bambini che aprono le confezioni e parlano dei personaggi. Quello che ho capito è che si pronuncia “uizzis”, che tutti lo pronunciano più o meno nello stesso modo solo rendendo a volte più sorde le Z, e che in genere è usato al plurale, anticipato dall’articolo “i”.

Io personalmente esiterei a dire che ho un Wizzis, e preferirei chiamare il mio con il nome Wizzy o Wizzi, ma la cosa non è lecita. E comunque di Wizzis non ne ho ancora.

I Wizzis sono la nuova collezione Esselunga, lanciata con i fiocchi a livello di campagna pubblicitaria, headlines, gadget ulteriori, app collegata, concorso, iniziativa benefica per le scuole, eventi come l’invio a casa della pergamena di ammissione alla scuola di Hogwarts. Sono professionisti e si affidano a professionisti.

Sulla scelta del nome Wizzis però ho qualche pensiero: innanzitutto questo uso plurale/singolare che credo faccia drizzare i capelli alle maestre di inglese azzerando i loro sforzi per far entrare nella testa dei ragazzi la formazioni dei plurali. Peraltro il plurale corretto di wiz è wizzes mica Wizzis, e fanno bene i tecnici di Esselunga ad accompagnare nelle comunicazioni visive il nome Wizzis con il logo TM di trademark richiesto, perché Wizzis è un nome alterato, che ha una originalità e personalizzazione anche se minima, e può quindi essere protetto.

Le maestre e professoresse di inglese saranno però contente perché l’iniziativa di Esselunga rende più familiare il termine inusuale wiz whiz che significa anche “mago, genio” (ma wizz whiz negli Stati Uniti vuol dire “pisciare”!). Peraltro il termine wiz ha un intorno semantico molto omogeneo: wizard, wizardry, witch, witchery, witchcraft, wit e un parente linguisticamente e concettualmente un po’ più lontano che comincia per W ed è Wicca, che nella cultura popolare si è allontanato dalle sue origini per avvicinarsi alla stregoneria e al mistero.

Tornando a Wizzis la scelta di nome è stata furba anche se il termine di partenza non era così comprensibile; l’aggancio al mondo di Harry Potter è la cosa più furba e attraente per un target di tutte le età. Per definire cosa sono i Wizzis vengono usate le formule più varie: figurine 3D, personaggi, personaggini, miniature, pupazzetti … di sicuro sono fatti molto bene (questo si dice nei video) e l’iniziativa Amici di Scuola è lodevole. Peraltro anche il periodo di lancio è favorevole, siamo in zona Halloween dove fioccano zucche maghi e streghe, per quanto già nell’anno di pubblicazione del primo volume 1997 la Rowling avesse bene differenziato il mondo di Harry Potter da quello di zucche, spiriti, fantasmi.

A questo punto non posso non citare i Rollinz, la precedente iniziativa di personaggi da collezionare lanciata da Esselunga: 50 milioni di pezzi distribuiti, un mega successo. I Wizzis sono maghi (e affini) e i Rollinz oscillavano su un supporto tondo: due ispirazioni differenti come la “professione” per i maghetti e il rollare per i personaggi di Star Wars. Due termini tecnici sdoganati, tante Z sparse e nessuno che collega i Wizzis ai vizi e ai viziosi!

E l’espressione “gioca con i tuoi Wizzis” non è proprio limpida …