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IL FILONE SARDO DEL NAMING

IL FILONE SARDO DEL NAMING

C’è chi fa di tutto per inseguire le mode americane veicolate dalla rete e c’è chi crede nelle radici e nella cultura d’origine e ne fa la sua bandiera. In questo caso la cultura è quella sarda e la lingua dei nomi scelti è il dialetto che si parla sull’isola. L’artefice è Renato Soru, imprenditore che ha ravvivato il mondo del naming e delle telecomunicazioni quando ha presentato l’operatore di telefonia Tiscali che deve il suo nome ad una montagna in Sardegna vicino a Dorgali, da cui ha preso il nome anche un insediamento di antiche popolazioni autoctone che vivevano appunto...
LA TRISTE STORIA DELL’APP INKULATOR CHE CAMBIA NOME E DIVENTA KANAKKU

LA TRISTE STORIA DELL’APP INKULATOR CHE CAMBIA NOME E DIVENTA KANAKKU

Questa storia è dedicata a chi pensa che trovare un nome sia una passeggiata. Difendo la freschezza dei creatori, pare svedesi, dell’app e del suo nome Inkulator che hanno pensato ad una fusione di termini come ink / link / calculator Segnalo la difficoltà a percorrere i meandri della localizzazione linguistica e a valutare le inevitabili associazioni negative e difficoltà di pronuncia che ogni brand name porta con sé. Ripeto: inevitabili, soprattutto se ci si immerge in una cultura globale e si pensa a quante lingue e idiomi si parlano nel mondo Lodo il bellissimo lavoro di Licia Corbolante (che...
OPEL ADAM: PER SOLI UOMINI?

OPEL ADAM: PER SOLI UOMINI?

Adamo è il primo uomo, non c’è dubbio. Un po’ più incerta l’origine di questo nome: deriva dall’ebraico adam che tradizionalmente significa “uomo, essere umano e terrestre” e che si ricollega con l’ebraico adama “terra, suolo” e potrebbe quindi portare al significato di “nato dalla terra” o “uomo”. Al di là di queste sottigliezze la prima cosa che il nome Adam assegnato ad una nuova auto piccola e dalla forma dinamica fa pensare, è che si tratti di un’auto per i maschietti. La seconda cosa che si pensa è che con il nome Adam questa auto non nasconde assolutamente la...
PETITE ROBE NOIRE, NON SOLO TUBINO NERO

PETITE ROBE NOIRE, NON SOLO TUBINO NERO

In Italia si chiama “tubino” e pare che il 96% delle donne ne possieda almeno uno; in lingua inglese si dice little black dress spesso abbreviato in LBD, e in francese si chiama petite robe noire. E’ quelle cosina nera, understated (piccola/petite) ma ultra fondamentale (overstated) nel guardaroba femminile; mi sa che non c'è niente di analogo al maschile. E’ stata Coco Chanel nel 1926 a inventare l’abito e con leggiadra ironia il suo nome “Petite Robe Noire”, che da subito è diventato sinonimo di eleganza semplice e chic, ed icona di stile grazie anche ad Audrey Hepburn nel film...
UN GESUITA CHE SI CHIAMA FRANCESCO … UN OSSIMORO?

UN GESUITA CHE SI CHIAMA FRANCESCO … UN OSSIMORO?

1. GESUITA membro dell’ordine della Compagnia di Gesù, fondata da Ignazio da Loyola e famosa per la fedeltà al papa, il rigore, l’inquisizione e le missioni in America dopo che fu scoperto il nuovo continente 2. FRANCESCO fondatore dell’ordine dei francescani, asceta, mendicante, coraggioso e votato alla povertà. Autore del meraviglioso Cantico delle Creature, una delle prime opere della letteratura italiana in lingua volgare con un altissimo valore letterario, storico e spirituale. 3. OSSIMORO una figura retorica che accosta due termini in contrasto tra loro, “…spesso incompatibili … si tratta quindi di una combinazione scelta deliberatamente da chi scrive o...
IBRIDI LINGUISTICI

IBRIDI LINGUISTICI

Se ne era già parlato a proposito di quei nomi di marca di servizi e prodotti molto innovativi e “pionieri” che inaugurano un nuovo ambito, e danno origine a parole nuove e verbificazioni perché la lingua italiana è ancora impreparata e a corto di parole adeguate: googolare, pinnare. Ora il dito è puntato su quei verbi “italiesi”, gli ibridi che nascono quando una parola inglese viene impiantata nell’italiano e si guadagna addirittura una forma verbale. Ecco alcuni esempi: buggettizzare, fittare, loggare, performare, taggare. Questi termini  nascono in contesti aziendali in cui l’uso dell’inglese è corrente e per semplificare o per un...
KUGA FORD, QUANDO E’ IL SUONO A SUGGERIRE IL SENSO

KUGA FORD, QUANDO E’ IL SUONO A SUGGERIRE IL SENSO

Compatto, ben bilanciato e proporzionato. Così viene presentato il suv - Sport Utility Vehicle - Kuga, e senza sapere bene come siamo abbastanza persuasi che il nome Kuga rappresenti proprio bene i concetti di compattezza, proporzione ed equilibrio. Apparentemente Kuga sembra infatti un nome senza significato, una pura successione di suoni: è un nome breve, chiuso, autosufficiente (compattezza), le cui sillabe sono molto nette e simmetriche (proporzione). La sonorità sommariamente femminile per la chiusura in A, è ben bilanciata dai suoni forti della K – C dura e della G. La vocale U conferisce profondità e una tenebrosa vibrazione, illuminata dalla...
IL PROFUMO MANIFESTO

IL PROFUMO MANIFESTO

Il nome è Manifesto, la casa profumiera è Yves Saint Laurent, la campagna è una bella modella con le mani tinte di viola. La prima lampadina che si illumina è per la relazione tra il nome Manifesto e le mani viola della modella con la vernice che cola: hanno in comune il bisillabo mani. Per il resto ci si fa qualche domanda, soprattutto se si legge il payoff “osare è un arte”. Ci si chiede se la modella ci stia invitando ad osare mettendo lo smalto non solo sulle unghie ma su tutta la mano e lasciandolo colare in giro....
A SAN VALENTINO NON C’E’ DUE SENZA …

A SAN VALENTINO NON C’E’ DUE SENZA …

Non c’è due senza Te. Si, avete letto bene, “senza te”. E’ il claim della nuova campagna dei gioielli DoubleV di Vhernier, che si inserisce in modo sottile e arguto in questa atmosfera san-valentiniana, piena di profumi più o meno nuovi, gioielli per lei, cioccolatini per gli innamorati e spot romantici per i sognatori. Questo claim di Vhernier è proprio fresco e intrigante perché usa la frase fatta non c’è due senza tre, la trasforma (tre diventa te) e ne ricava un senso nuovo assolutamente coerente con l'anello "doppio" che si chiama infatti Double V, con il tema della coppia,...
IL PIRLO

IL PIRLO

Si conclude con una insidiosa paroletta questa carrellata sugli aperitivi cominciata con Spritz, passata attraverso il vermut, Rosso Antico, Carpano, Aperol, Martini, Campari, Punt e Mes … e che ora proprio allo Spritz fa ritorno. Nella zona di Brescia (e solo lì!) lo spritz si chiama pirlo, indipendentemente da come è fatto; con Aperol o con Campari, sempre di pirlo si tratta. Pirlo deriva dal verbo “pirlare” che significa “girare, roteare, ed anche cadere”. Il nome pirlo usato per nominare lo spritz vuole indicare il vortice e il girare che si origina dall’incontro dell’ingrediente colorato con il vino o prosecco. “Pirlare” è proprio quel moto circolare o...
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