JE SUIS CHARLIE NON E’ UN MARCHIO

JE SUIS CHARLIE NON E’ UN MARCHIO

Le richieste di registrazione di Je suis Charlie come marchio verbale o figurativo e quindi il suo uso come nome di proprietà di qualcuno, sono state per fortuna respinte dagli uffici incaricati del deposito di marchi e brevetti. Sarà quindi più difficile lucrare su un evento così drammatico. Lo slogan Je suis Charlie un papà in carne ed ossa però ce l’ha: si tratta di Joachim Roncin direttore artistico francese della rivista Stylist, che appena saputo dell’attentato ha creato il nome e il logo ispirandosi alla prima parte del nome della rivista Charlie Hebdo, e usando per “Je suis” il font...
INFLUPIRINVIRAL

INFLUPIRINVIRAL

Apro l’anno con una considerazione stimolata dal nome Influpirinviral, un integratore venduto in farmacia che aiuta le difese immunitarie: in un nome di prodotto non si può dire tutto quello che si vorrebbe. I risultati possono essere controproducenti e portare a non preferire il prodotto. In questo nome di ben 6 sillabe troviamo troppi riferimenti che ne rendono difficile la memorizzazione ed anche la comprensione: influ può far venire in mente influenza, flusso, influsso; pirin riporta al termine “piretico = febbrile” molto usato nel linguaggio medico ma non ben decodificato dal grande pubblico, che lo conosce da altri nomi farmacologici...
L’AUGURIO PER IL NUOVO ANNO

L’AUGURIO PER IL NUOVO ANNO

Narra un'antica storia africana che un giorno, nella foresta, scoppiò uno spaventoso incendio. Tutti gli animali e gli uccelli fuggirono impauriti. Solo un colibrì volò verso il fiume, raccolse una goccia d'acqua, e ritornò verso l'incendio. Gli altri animali iniziarono a deriderlo dicendo: “Ma cosa credi di fare?” . “Vado a spegnere l’incendio!” rispose il colibrì.“Con una goccia d’acqua?” disse il leone con un sogghigno di derisione.  Ed il colibrì, proseguendo il volo, rispose: “Io faccio la mia parte!”.   L'augurio per il 2015 è che ognuno faccia la sua parte. Buon inizio  
UN BUON NOME E’ SEMPRE UN BUON AUGURIO

UN BUON NOME E’ SEMPRE UN BUON AUGURIO

Prendo in prestito le parole di Elias Canetti per ricordare quanto è importante partire con il nome giusto.  In generale il mio atteggiamento dipendeva molto dai nomi, c’erano personaggi che mi erano antipatici esclusivamente per il nome che portavano e altri che invece amavo proprio per il loro nome, prima ancora di conoscerne la storia … . Quando sia nata in me questa debolezza per i nomi, non saprei dirlo.    Elias Canetti La lingua salvata 1977 Mille auguri   
EVAQU UN NOME UN PO’ CRUDO

EVAQU UN NOME UN PO’ CRUDO

Non so da dove cominciare tra naming, resa grafica del nome Eva/Qu, spot imbarazzante in onda in questi giorni e tipologia di prodotto… Parto dalla pronuncia: facendo pulizia tra i vari segni presenti nel logo e grazie al filmato, scopro che la pronuncia è evaqù, con accento sulla U finale. Anche se non viene facilitato dall’accento (sarebbe stato più utile sulla seconda sillaba A), il riferimento è all’evacuazione. Non si nasconde infatti che Evaqu è una supposta effervescente, e sono proprio le bollicine a stimolare l’intestino e a risolvere la stitichezza femminile. Questo sessismo ce lo svela la prima parte...
BEN & JERRY’S NAMING STORY

BEN & JERRY’S NAMING STORY

Guardate il video di Ben & Jerry's; in 3 minuti racconta la storia di questi due mattacchioni, Ben e Jerry che nel 1978 dopo un corso per corrispondenza su come fare gelati, hanno cominciato a farlo veramente il gelato: artigianale, in una stazione di benzina del Vermont, fatto bene. Per il naming hanno usato i loro nomi propri in un’epoca che invece amava i cognomi. E’ nato quindi Ben & Jerry’s con il genitivo sassone, una scelta pionieristica che stuzzica, dà allegria, vicinanza, comunica informalità e il piacere di essere in prima persona (due maschi per giunta) a fare il gelato....
BOOTLEG CINELLI

BOOTLEG CINELLI

Nera, riflettente e un po’ cattiva: questa l’anima della bicicletta Bootleg Cinelli. Nera per celarsi ai ladri di biciclette, ma riflettente per proteggere il ciclista nelle notti di città con i nastri speciali 3M. Soprattutto cattiva per essere pronta a tutto, al traffico, al pavé, a mordere la strada dissestata. Questa la personalità, e Bootleg è il nome che la interpreta e che nasce da una bella intuizione di Antonio Colombo, patron di Cinelli ed esperto di arte in molte delle sue forme, in questo caso la musica rock. BOOTLEG E BOOTLEGGERS Are you ready bootleggers? era la frase che Bruce...
HOBO CINELLI

HOBO CINELLI

Per l’originalità delle loro incursioni nel naming, in particolare con il nome Hobo e per la disponibilità con cui mi hanno raccontato i mondi che sono dietro i nomi dei loro prodotti, in Cinelli si meritano un altro post. Parto proprio con Hobo, termine inglese che in qualcuno risveglierà sogni e profumi, per qualcun altro sarà cassa di risonanza e di vibrazione e chissà che non attragga qualche ciclista ancora non cinelliano nel suo ricco immaginario. La macchina del tempo ci riporta alla fine dell’800 negli States; la rete ferroviaria sta tracciando oramai tutti gli spazi ed è facile saltare di nascosto...
HA VINTO IL NAMING B-READY PER NUTELLA

HA VINTO IL NAMING B-READY PER NUTELLA

Diversamente da quanto scrivevo in settembre, il nome ufficiale della nuova proposta di Nutella è B-ready e non Bready. Al netto delle mie elucubrazioni su vantaggi e svantaggi di separare ed evidenziare la lettera B, il risultato non è molto diverso: la pronuncia è identica e solo visivamente la promessa di prodotto si cala sulla prontezza e si sposta dal concetto di “panosità" e di pane. In fondo si ribadisce che è una cialda, che c’è croccantezza; anche se ha la forma di una baguette, non ci illudiamo che sia morbida come un paninetto. Quindi la conclusione che ne traggo è...
LA CINA E’ VICINA: BRAND NAME E LINGUA CINESE

LA CINA E’ VICINA: BRAND NAME E LINGUA CINESE

Con il miglioramento delle condizioni di vita e del potere d’acquisto, anche l’export verso la Cina sta attraversando la sua bella stagione. Ma non è tutto così assolato e luminoso, e il recente ottimo convegno di Barzanò & Zanardo sul tema della protezione legale dei marchi sul territorio cinese mette in guardia sui rischi e sulle opportunità di una buona strategia. Anche se non è obbligatorio, risulta però fondamentale (in un prossimo post capirete meglio perché) avere un brand adatto alla lingua cinese, quindi leggibile, comprensibile e appetibile per il potenziale cliente cinese. E già qui cominciano i problemi perché...
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