L’Arminuta Campiello 2017, con la protagonista senza nome
Ho appena sentito in radio l’intervista alla vincitrice del premio Campiello, Donatella di Pietrantonio con l’Arminuta, e quello che mi ha colpito delle sue poche parole è stata la dichiarazione del perché la protagonista del romanzo non ha nome. Perché non ha una identità; questa è un’affermazione dura, solenne. La vicenda narrata nel romanzo scompagina la vita della tredicenne protagonista, al punto da far perdere coordinate e senso, in particolare il senso di essere, di appartenere. E il centro su cui si fonda la persona stessa si sgretola. Non essere identificata da un nome, una scelta narrativa forte, rappresenta questo senso...










