C’è ancora un po’ di gloria per i macarons, i dolci francesi che in Italia non hanno avuto sempre fortuna.
DALL’ITALIA
Il termine macarons infila le sue radici in Italia nella notte dei tempi, su retaggio greco. Proviene infatti dalla forma dialettale maccherone o maccarone come si dice più facilmente nel sud Italia, e deriva dal greco μακαρία “makaría” che indica una zuppa o pietanza a base di orzo. Nel Medioevo indica un generico impasto, mentre si diffonde il verbo maccare ammaccare “schiacciare” usato soprattutto in cucina come per il piatto siciliano “macco di fave”.
Oltre che per la zuppa e un formato tipico di pasta secca, scopriamo che nel Rinascimento in Italia maccherone è usato per indicare un biscotto dalla forma schiacciata e ammaccata a base di mandorle pestate, simile all’amaretto. Ecco il trait d’union con la Francia e il fenomeno Ladurée, a cui approdiamo a breve.
LA FRANCIA
Sembra che a far migrare i maccaroni in Francia sia stata Caterina de’ Medici, che a metà del ‘500 porta in dote al suo consorte Enrico II anche uno stuolo di cuochi e pasticceri. Questo dettaglio non è convalidato, fatto sta che in Francia il biscotto maccarone ha tenuto botta per vari secoli, trasformandosi in quello che tutti conosciamo, solo a inizio ‘900. Quest’ultimo indicato come il macaron parigino ha poco a che vedere con il biscotto secco e croccante alle mandorle di tradizione italiana, e forse araba. È piccolo e delicato “composto da due gusci lisci e leggeri, fatti di albume montato, zucchero e farina di mandorle, uniti da una crema, una ganache o una confettura. La superficie è liscia e lucida, il bordo increspato forma la caratteristica “collerette”, e l’interno resta morbido” come si legge nel link.
LADURÉE
L’autore di codesta meraviglia è Pierre Desfontaines della maison Ladurée, che nel 1930 ha creato un paninetto dolce con due meringhe/gusci farcito con una crema inizialmente di cioccolato o burro e poi una ganache, che è una crema densa e vellutata con burro, panna e solitamente cioccolato. Arditissimi da fare per la difficoltà della montatura dell’albume, della cottura e della ricerca del grado di umidità che rende leggermente croccanti i gusci, i macarons sono diventati dei gioiellini dall’estetica sorprendente. I vari gusti determinano colori smaglianti, che combinati con la ganache danno vita a esperienze gourmet, dal tè matcha al tartufo.
Ladurée vanta tantissimi negozi a Parigi che sembrano gioiellerie per le vetrine eleganti e coloratissime, e che anni avevano persino la coda davanti. Stessa cosa a Milano al negozio Ladurée in centro, che ha aperto nel 2010 e chiuso nel 2020.

Negozio Ladurée a Parigi
I MACARONS DI MATILDE VICENZI
A giugno 2026 il brand Matilde Vicenzi ha lanciato Macarons, un prodotto premium di alta pasticceria in 3 gusti: cioccolato fragola e pistacchio. “Realizzati secondo la ricetta tradizionale, i macarons sono composti da due gusci di meringa a base di farina di mandorle farciti con una morbida ganache”.
Un brand che ha tra i suoi asset la tradizione, un mood artigianale e familiare, con i Macarons si apre all’innovazione e segue un trend che ha ancora qualcosa da dare. Usa il nome generico Macarons, senza arricchirlo con alterazioni o soluzioni creative. Non sono una fan dei macarons, ma apprezzo l’allitterazione Macarons Matilde: due ma, senza se!

Buona estate !
I macarons si trovano anche in versione “gelato” in alcune catene di gelaterie.
Le immagini sono tratte dai siti Matilde Vicenzi e Ladurèe, e da Amazonn (l’ultima immagine nel testo, de i Macarons Matilde Vicenzi)
