Se mi stava piuttosto antipatico quel plin-plin che si sente ancora nelle comunicazioni pubblicitaria dell’acqua Rocchetta, Plin Plinique invece mi fa sorridere.
PLIN
In rete si legge che sia stata l’acqua Uliveto (stesso gruppo di Rocchetta) negli ani ’90 a inventare l’espressione plin plin per riferirsi alla pipì. Il termine plin può essere visto come onomatopeico in quanto evoca lo sgocciolamento, che riferito alla pipì sembra più un problema che un evento positivo. Poi però con la forma raddoppiata plin-plin la sensazione è che il flusso aumenti e la pipì assuma una portata più regolare.
In rete il termine plin viene ricondotto ai ravioli del Plin, il cui nome deriva dalla voce dialettale pliné “pizzicare, dare un pizzicotto”, gesto che ricorda come vengono chiusi i ravioli lavorati a mano.
Ho sempre trovato un po’ stupido e poco credibile che tra adulti si potesse usare quell’espressione plin plin o anche un solo plin. E dubito che venga usata con bambini e neonati, con i quali si preferiscono termini accentati e quindi pipì, popò. Però se è stata Uliveto ad inventare la formula, che tenga ben stretto il suo primato.
PLIN PLINIQUE

Arguta invece la declinazione Plin Plinique che fa pensare ad una sorta di clinica della pipì con il rimando al francese clinique. Con questo titolo è nata una mini serie di Acqua Rocchetta, con episodi brevi e umoristici sul tema dell’acqua e di quanto l’acqua faccia bene al nostro corpo, e non solo. Dalle puntate che ho visto, la pipì / plin plin c’entra poco, mentre i contenuti si focalizzano sul benessere legato all’acqua e alla buona idratazione. Includere plin plin nel nome Plin Plinique raggiunge lo scopo di collegare i contenuti alle acque che fanno fare plin pin, quindi ai brand Rocchetta e Uliveto.
Su Youtube e altre piattaforme ci sono i divertenti sketches tra l’improbabile dottor Dell’Acqua e la biologa nutrizionista Giulia Biondi.

Le immagini sono prese dal sito del brand
