LO STRAORDINARIO GUSTO ITALIANO PER L’INGLESE

LO STRAORDINARIO GUSTO ITALIANO PER L’INGLESE

  Riprendo e condivido le focose puntualizzazioni di Annamaria Testa al nome (e al marchio) scelto dal Ministero dello Sviluppo Economico per il “segno distintivo unico dell’ agroalimentare italiano”. Qui il link al lungo e accalorato articolo, tutto interessante. Comincio con la scelta della lingua della parte verbale di questo marchio PERCHE’ L’INGLESE? Vogliamo promuovere e difendere i prodotti italiani? E’ di Italia e di italianità che si parla, e qualsiasi fonema contenuto nella parola Ita-lia è riconoscibile, forte, distintivo, diretto. Ricorrere alla lingua inglese è arrendersi ancora e sempre, e andare contro natura. Per fortuna almeno non sono stati toccati...
VERYBELLO E IL SUO HASHTAG

VERYBELLO E IL SUO HASHTAG

Mi piacciono i tormentoni quando a provocarli sono i nomi di marca, e sto seguendo con … affetto quello del nome Verybello. Lascio perdere le pecche circa la proposta in sé e l’usabilità del sito, tutte questioni tecniche o di contenuto qui poco rilevanti, e mi focalizzo sul nome e sul perché non piace. Poi dirò la mia. A giudicare dalla rivolta generale di singoli, testate, blog, e dai 30.000 tweet del fine settimana che hanno fatto esplodere l’hashtag #verybello tra i trending topic, gli italiani si sono sentiti feriti nell’orgoglio per la propria lingua ridicolizzata e presa in giro....
INFLUPIRINVIRAL

INFLUPIRINVIRAL

Apro l’anno con una considerazione stimolata dal nome Influpirinviral, un integratore venduto in farmacia che aiuta le difese immunitarie: in un nome di prodotto non si può dire tutto quello che si vorrebbe. I risultati possono essere controproducenti e portare a non preferire il prodotto. In questo nome di ben 6 sillabe troviamo troppi riferimenti che ne rendono difficile la memorizzazione ed anche la comprensione: influ può far venire in mente influenza, flusso, influsso; pirin riporta al termine “piretico = febbrile” molto usato nel linguaggio medico ma non ben decodificato dal grande pubblico, che lo conosce da altri nomi farmacologici...
SI FA PRESTO A DIRE GOOGLE

SI FA PRESTO A DIRE GOOGLE

Era il 1996 e il motore di ricerca avrebbe dovuto chiamarsi BackRub cioè “massaggio alla schiena” per indicare la funzione di analisi dei “Web’s back links”, ma forse i due fondatori Larry Page e Sergey Brin hanno avuto qualche prurito semantico con un nome così divergente e lontano dal servizio, ludico e materico, e fin troppo fisico. Hanno quindi abbandonato il sentiero e sono atterrati su un terreno più tecnico per rendere l’idea dell’immensa quantità di dati che il servizio poteva gestire. Il nome pensato è stato Googolplex, un termine che indica un numero intero esprimibile da 1 seguito da un...
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