Questa iniziativa mi ha folgorato per il contenuto e per il nome: Medicinema, il cinema come “luogo” di cura e di medicina per il corpo e per lo spirito. Ho visto lo spot Medicinema in sala prima della proiezione di un film.
LO SPOT DI TORNATORE
Non stupisce che uno spot così colpisca: è realizzato da Giuseppe Tornatore con una sequenza di immagini forti e sorprendenti, e una storia semplice. Si capisce che c’è un’urgenza e che siamo in una corsia di ospedale, dove tutti vanno appunto (!) di corsa, tra lettighe, sedie speciali, medici e infermieri. Si scopre che ci sono delle poltrone rosse in una sala in cui tutti sono disposti insieme, con i lettini dei pazienti piccoli e meno piccoli in prima fila.
E poi arriva il grande schermo, con le immagini potenti: cartoni animati, robot, abbracci, mani protese che sembrano uscire dallo schermo. La telecamera passa sui visi degli spettatori: speciali, emozionati, interdetti, incantati dallo schermo e da quello che succede lì sopra, con il buio intorno.



LA CINETERAPIA
Molto coinvolgente lo spot e molto speciale l’iniziativa. Medicinema esiste da anni, e “porta il cinema negli ospedali come intervento terapeutico. La visione dei film sviluppa nei pazienti, attraverso un meccanismo emozionale e psicologico, un processo di benessere e normalizzazione della propria condizione. Consolidati studi e ricerche affermano che la Cineterapia non solo migliora la qualità della vita del malato ma può avere un ruolo rilevante sui tempi di guarigione.”
“Medicinema Italia – Il cinema che cura, è un’organizzazione non profit che utilizza la cineterapia a scopo riabilitativo. Nata nel 2013 ed ispirata a Medicinema UK, nata per la terapia di sollievo in ambiti pediatrici […]”.
UNA PAROLA VALIGIA BENEFICA
È sorprendente anche il nome nella sua semplicità: medicina + cinema. Ne nasce la parola valigia portatutto Medicinema, densa e ripiena di spunti. Sembra un prolungamento della parola medicina, per via della somiglianza dei suoni di medicina e cinema. Di più: l’intera parola cinema è inclusa e sparpagliata nel sostantivo medicina, pertanto anche la fusione e confusione dei due termini è morbida, naturale e accogliente. E così la parola medicina accoglie il cinema, lo fa suo e lo fa diventare una buona medicina.
La semplicità può essere travolgente; come questa combinazione di cinema e medicina, di volontari che si mettono a disposizione per la cura all’interno di istituzioni pubbliche, di sillabe che si attraggono e si innamorano.

Le immagini sono tratte dal sito e dal video.
