DON ANGELO, ENZO BIANCHI E UN CARDINALE

DON ANGELO CASATI ENZO BIANCHI CARLO MARIA MARTINI

A distanza di un giorno sono mancati Don Angelo Casati ed Enzo Bianchi, due figure significative del mondo religioso. Don Angelo deceduto il 31 agosto, riconosciuto come il sacerdote e poeta con il talento della tenerezza e la capacità di sussurrare la parola del Vangelo. Enzo Bianchi monaco e fondatore della Comunità di Bose, dal temperamento focoso fin anche violento deceduto il primo di settembre. E sempre il 31 agosto è stato l’ultimo giorno di vita di un’altra personalità del mondo cattolico: il cardinale Carlo Maria Martini, mancato il 31 agosto di 12 anni fa.

Tre figure chiave della religiosità di questo secolo; non posso che ricordarli attraverso i loro nomi e cognomi.

ANGELO CASATI

Angelo, dal greco Anghelos “messaggero, nunzio”. In questi ultimi anni ricevevo tramite un’amica le sue omelie domenicali. Le trovavo articolate e un po’ complesse; niente a che vedere con la linearità delle prediche di parrocchia, fondate sul racconto del pezzo del Vangelo e su qualche considerazione. Don Angelo si faceva messaggero di immagini, incanti, dettagli, illuminazioni. Il cognome Casati lo riporta sulla terra individuando un casale, una casa colonica, un fabbricato rustico. Casati è infatti un riferimento topografico che si ritrova in tanti nomi di luoghi, come Casate Brianza, Casatenovo.

ENZO BIANCHI

Enzo, diminutivo di Vincenzo o di Fiorenzo; su Wikipedia si legge che il padre era un russo fuggito dalla patria durante la rivoluzione, e che cambiò il suo cognome in Bianchi. Sembra invece che il padre fosse italiano, del Monferrato, zona in cui anche Enzo ebbe i natali. Il nome Vincenzo deriva dal latino vincentius / vincens “vittorioso”, proprio adatto ad una personalità inquieta, battagliera e controversa come quella di Enzo Bianchi. Il cognome è di formazione antica e attestato già nei primi secoli del Medioevo. Si riferisce ad una qualità fisica: avere i capelli bianchi, essere di carnagione chiara. Originariamente Bianco/Bianchi era un soprannome, come Rossi, Nero, Bruni. Diventa poi nome e quindi cognome.

CARLO MARIA MARTINI

Carlo deriva dall’alto tedesco Karl poi latinizzato e molto diffuso come Carolus, che significa “uomo libero”. A questo si aggiunge il cognome Martini, proprio di colui che è “sacro al dio Marte”; così abbiamo un altro riferimento alla guerra e al potere, che nel caso del cardinale Carlo Maria Martini era il potere della parola, e della fede. Il nome Maria portato da un uomo mi ha sempre colpito: lo immaginavo come un segno nobiliare, audace, assegnato quasi con sprezzo. In Italia è possibile dare il nome Maria ad un maschietto, se preceduto da un nome chiaramente maschile. Maria deriva dall’ebraico Maryam, a sua volta ispirato dall’egiziano Myrhiam con il significato di “principessa”.

 Le immagini sono prese dal sito Chiesa di Milano e di Vita e Pensiero.

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