Nome, secolo, concorso, La Milanesiana. Quattro punti forti: nell’ambito de La Milanesiana nasce il concorso per trovare il nome del secolo.
QUALE SECOLO
Il secolo è quello che si è chiuso più di 25 anni fa, secolo scorso per gli amici. Ma “scorso” non è un attributo onorevole, che peraltro passa di secolo in secolo. E quindi con un tempismo che consente una certa distanza e una probabile maggiore oggettività, nasce un concorso per trovare un nome degno all’ultimo secolo, il ‘900. Gli ideatori sono Elisabetta Sgarbi, autrice, regista, editrice, direttrice artistica de La Milanesiana e il linguista e neuroscienziato di fama internazionale Andrea Moro, professore alla Scuola Normale di Pisa e alla Iuss di Pavia.
QUALE NOME
È sempre una bella idea quella di dare un nome (it’s naming, baby!). Ed è una buona idea quella di dare il nome ad un secolo. In più c’è il secondo senso dell’espressione “nome del secolo”, ovvero qualcosa di apocalittico, rilevante, esclusivo. Quando si dice l’attrice del secolo si intende quella che ha rappresentato un’epoca, il film del secolo, il centravanti del secolo.
Il nome del ‘900 dovrà andare a braccetto con quelli che nella presentazione del concorso sono indicati come nomi dei secoli passati: in ordine sparso Romanticismo, Illuminismo, Umanesimo, Rinascimento. Potrà facilmente essere un nome italiano, sostantivo, potenzialmente terminante con una desinenza che suggerisce una base ampia, come -ismo -ento -enza. Ma non ci sono limiti, se non quello che ogni partecipante potrà presentare una sola proposta, motivandola, e siamo tutti chiamati a partecipare.
Nella richiesta si fa riferimento alla creatività delle proposte, alla loro forza concettuale e coerenza semantica. E si sottolinea la natura filantropica e non commerciale del concorso che “è orientato alla riflessione critica e linguistica” e “intende stimolare una riflessione collettiva”, “(non) semplificarne la complessità, bensì di interpretare criticamente le tensioni, le eredità e le fratture” … mica semplice.

LA GIURIA
La giuria sarà presieduta da Andrea Moro, e dopo aver valutato tutte le proposte nominerà quelle più significative, premiandone gli autori. Immagino che saranno privilegiate le definizioni positive e nobilitanti, che mettono in luce i lati buoni di questo secolo “uno dei periodi più complessi e controversi della storia dell’umanità […] progresso e innovazione ma anche conflitti, distruzioni di massa […] crisi politiche e culturali”. Immagino che potrà anche essere un’emozione, e tecnicamente un neologismo, oppure un’immagine metaforica semplice e diretta. Lo sapremo dopo il 30 settembre, giorno in cui si chiude il concorso e si apre la fase di selezione e valutazione.
LA MILANESIANA
È un’iniziativa culturale nata nel 2000, pensata e costruita da Elisabetta Sgarbi. Quella di quest’anno è la 27esima edizione, intitolata Il desiderio e la legge e si articola con circa 60 eventi in 18 città, in un arco di tempo di alcune settimane, interessando tante sfere della cultura, e portando sul palco innumerevoli personaggi.
La rosa disegnata da Franco Battiato è il simbolo di questa ricca rassegna, e ad ogni edizione viene reinterpretata da un artista. Il nome La Milanesiana rimane invece sempre lo stesso dichiarando la circoscritta geografia iniziale di questo evento, che ora ha travalicato le mura del capoluogo lombardo ed anche i confini temporali, lanciando eventi anche in tempi non sospetti.

Le immagini sono tratte dal sito e dai canali social de La Milanesiana.
