“Ci siamo presi un’espressione che da sempre viene usata per sminuire o prendere in giro chi chiede aiuto e le abbiamo restituito il significato che merita” (sito unobravo.com).

E io aggiungo senza poterlo dimostrare, che il successo di questa piattaforma si deve molto al suo nome.
Non risale alla notte dei tempi, ma già una decina di anni fa si usava dire “fatti vedere, ma da uno bravo” per rinforzare un evidente bisogno di ricorrere ad una terapia psicologica. Si usava anche dire “psico” per psicologo, “gina” per ginecologa, “gino” chissà perché per “deficiente”.
UN’IDEA NUOVA
Ed ecco che nel 2019 nasce l’idea e la piattaforma: creare una rete di psicologi che possano fare sedute online arrivando velocemente dove c’è il bisogno.
Era il 2019, i tempi ancora non sospetti, ma sicuramente il tutto è stato favorito dalla drammaticità del Covid-2019, dall’isolamento forzato, dalla sofferenza legata a quel periodo tremendo e dalla limitazione nei movimenti.
Poco prima l’idea di Danila De Stefano aveva trovato casa e nome, risolvendo dapprima il suo problema personale di residente a Londra alla ricerca di un aiuto psicologico e poi aprendosi alle esigenze di molti.
UN NOME FURBO
Si, unobravo è un nome furbo: prende un’espressione piuttosto diffusa e simpatica, e la fa sua. Il nome raccoglie lo humor che l’espressione unobravo conserva in sé e lo usa per sostenere un messaggio di “normalizzazione” del ricorso ad un percorso psicologico. Dice che è normale e proficuo rivolgersi ad uno specialista, laddove nell’uso dell’espressione “uno bravo” si intende inequivocabilmente uno psicologo. La cura e il sostegno psicologico sono temi delicati, ancora oggi che si parla allo sfinimento di inclusività, di accettazione di come si è, di contatto con se stessi, di ricerca personale.
La freschezza con cui il nome unobravo si fa carico del trattenimento e del timore a considerarsi bisognosi di sostegno psicologico è esemplare. Il nome sfrutta un tono di voce leggero, gioviale, spiritoso ed anche l’uso sostitutivo di psicologo “trova il tuo unobravo “ conferma il tono scherzoso e colloquiale del nome, che peraltro propone l’espressione unobravo con l’iniziale minuscola.

Questo aspetto un po’ ridereccio potrebbe non essere apprezzato da un target conservativo, che non concede di alleggerire e fare humor su una cosa così seria come le proprie e le altrui questioni psicologiche. Di certo questo tono e il modo di porsi poco da gabinetto freudiano, risultano efficaci per molti.
LE SEDUTE ONLINE
Personalmente per quanto il nome mi abbia colpito, trovo un grosso ostacolo nella natura online delle sedute proposte. Sono di scuola psicologica tradizionale e credo che la presenza di una persona di fronte, di lato, di schiena, ma lì con te, faccia la differenza in qualunque terapia che riguardi lo spirito ed anche il corpo.
Persino il logo sembra sottolineare la vicinanza fisica di due persone, che sembrano sedute insieme, vis-a-vis, e si toccano come fossero alla pari. È sempre la mia formazione classica sui temi psicologici a farmi diffidare da chi presenta la terapia come uno scambio orizzontale, e usa a modo suo i temi della vicinanza / presenza, come può suggerire il logo abbinato a questo nome particolare, e al tono generale della comunicazione che leggo sul sito.

Dove si legge anche “… Come testimoniano numerosi studi, la terapia online è efficace quanto quella in studio, con il vantaggio di poterti aprire in un ambiente che già conosci.”. E dove si legge sia il termine “terapia” che “percorso psicologico”.
LA COMUNICAZIONE
Quindi non mi stupisco di vedere una mega affissione a Milano Brera, zona di movida, locali, aperitivi, birrette. Il messaggio fa leva sulle vacanze collegandole al benessere mentale e a quello che unobravo può offrire: “…ben più di una settimana all’anno”.
I numeri sul sito sono importanti: più di 7 milioni di sedute, 9500 psicologi selezionati (ma chi li ha selezionati e come, in 7 anni?) distribuiti su Italia, Francia e Spagna. Più di 450.000 pazienti che hanno tratto beneficio dalle sedute, prezzi competitivi e addirittura promozioni sui prezzi, app, community, società benefit.
Chiudo con il testo integrale che presenta il nome:
“E con un nome che è già un manifesto: ci siamo presi un’espressione che da sempre viene usata per sminuire o prendere in giro chi chiede aiuto e le abbiamo restituito il significato che merita. Perché andare dallo psicologo non è una debolezza, né qualcosa di cui aver paura. È una delle cose più coraggiose che si possano fare. E noi ci teniamo a dirlo, anche nel nome.
Avrei due suggerimenti: la [U] maiuscola iniziale per moderare questa troppa colloquialità e un logo che metta chiarezza sul canale online dei colloqui.
Le immagini sono tratte dal sito o sono dell’autrice.
