CHI HA DETTO CHE STIRARE E’ UNA COSA NOIOSA?

CHI HA DETTO CHE STIRARE E’ UNA COSA NOIOSA? Lo smentisce Foppa Pedretti con l’efficiente Stiraemolla il piano per stirare ripiegabile che scompare dentro un mobile di minimo ingombro: in 17 cm di profondità sono nascosti infatti l’asse in legno, un piano per la biancheria, una griglia per il ferro, e il tutto si muove su 4 ruote di gomma. Il nome scelto è proprio allegro e riesce a rendere persino più simpatico, se non altro più “leggero” l’atto di stirare. Con un po’ di ironia questo nome sottolinea che l’asse da stiro, comunque ingombrante e scomodo da riporre, si può “mollare”, chiudere, far riposare … Insomma, lo usi (stiri) e poi lo molli (lo lascia andare). Viene in mente un gioco che si faceva da bambini, il tiremmolla: quando si voleva fare un dispetto si tirava, si tirava, si tirava e poi di colpo si lasciava la presa. Complimenti allora a Foppa Pedretti che ha vitalizzato un ricordo sentimentale con un gioco di parole furbo e accattivante. Si scopre poi che tiremmolla (scritto tal quale, o anche tiramolla) ha un significato ben preciso, (continua...)


IQ THEREFORE I AM

IQ THEREFORE I AM Un brand name ha ancora più valore se ispira la comunicazione, se la governa e la rende ottimale e memorabile, usandola per consolidare il suo territorio di comunicazione e gli asset della marca. In questo annuncio efficace soprattutto per i mercati anglofoni, il brand name IQ si comporta proprio  bene.


LE NUOVE BARRETTE DIETETICHE SOYJOY

LE NUOVE BARRETTE DIETETICHE SOYJOY Un nome dal suono un po’ asiatico, anche se funzionale: la gioia della soia, oppure "Soia, Frutta, Gioia" come annuncia il pay off. Il nome Soyjoy ha una pronuncia non proprio naturale per il lettore italiano, così poco abituato ad Y e J, che in questo nome sono addirittura contigue; crea quindi un po’ di incertezza, una sospensione esitante. Poi, una volta che si scopre la corretta pronuncia e si riesce a memorizzarla, il nome diventa più immediato e se ne apprezza il ritmo curioso, ludico, divertente. La lettura è facilitata anche dal claim Enjoy Soyjoy che guida la comprensione; tuttavia, per quanto ricco di facilitatori alla decifrazione, compreso il carattere tipografico molto pulito, non siamo così sicuri che questo nome faciliterà la comunicazione del prodotto, provate a digitarlo .... (continua...)


TWIZY UN NOME AZZECCATO PER IL TRABICCOLO RENAULT

TWIZY UN NOME AZZECCATO PER IL TRABICCOLO RENAULT Prima di parlare del nome Twizy, (che si dovrebbe leggere twisi, ma si pensa twizi con la Z sorda) apriamo una parentesi sulle mille definizioni di questo veicolo: a metà strada tra una moto e una macchina, mini-car, micro-car, macchinetta, vetturetta (lo dice Wikipedia!), macchinina, macchina-tandem, city-Kart, “urban crosser la soluzione ai problemi di mobilità urbana” come dice la casa madre Renaul. Tanti modi per agganciare una definizione a qualcosa di nuovo, che ancora sfugge agli schemi: un motociclo elettrico con 4 ruote, che si può guidare anche a 14 anni, ideale per muoversi in città. Il nome Twizy, che pare nasca dalla combinazione di Twin “gemello” (perché può ospitare 2 persone, il guidatore e un passeggero attaccato dietro, quasi a cavalcioni) ed Easy “facile” perché si guida con estrema facilità e rende “easy” la mobilità urbana, trasmette con efficacia la personalità del veicolo: divertente, brillante, simpatico, scattoso, agile, dinamico.  (continua...)


IL NOME OSCAR E’ A DISPOSIZIONE

IL NOME OSCAR E’ A DISPOSIZIONE Sembra ufficiale: una sentenza emessa da giuristi italiani ha decretato la volgarizzazione del nome Oscar, utilizzato dal 1929, anno in cui è nata la manifestazione legata al premio cinematografico. Questo vuol dire che il termine Oscar non è più di uso esclusivo dell’Accademy of Motion Picture Arts and Sciences di Los Angeles, ma può essere usato anche da altri, perché da tempo il nome Oscar è una parola generica facente parte del linguaggio comune per riferirsi a un premio, una vittoria, un evento eccezionale. Oscar è persino presente da tempo come voce nei dizionari di lingua italiana (continua...)


BIOESSERI’

BIOESSERI’ Non potevamo non segnalare il nome Bioesserì, che chiude (almeno per un po’) il cerchio dei post dedicati al naming del settore biologico. Va bene che potrebbe fare rima con il nome capostipite Naturasì, se si capisse da che parte svolazza e l’accento; va bene che per un nome è difficile essere distintivo e gradevole se vuole integrare la parolina (magica!) bio ed il verbo essere; va bene che bisogna attirare l’attenzione … però il nome Bioesserì non si può proprio raccomandare. All’orecchio risulta un po’ forzato, artificiale, presuntuoso. Si tratta della nuova insegna milanese di ristorazione dedicata al biologico, e generata da Naturasì il retailer di prodotti biologici più diffuso in Italia. Qualcuno ricorda il nome Essere usato da Mulino Bianco una quindicina di anni fa (era il 1995) per la linea di prodotti per la salute, a ridotto contenuto di grassi? Una linea dolce e salata (plumcakes, crakers, grissini, merendine …) caratterizzata dal colore verde della confezione e da un nome veramente originale. Essere: un verbo all’infinito, importante nel suo significato, in contatto con l’essenza, con la vita allo stato puro, con il principio di base. Peccato che la linea non abbia incarnato la vocazione del nome, ed ha avuto breve vita. Succede, soprattutto quando i prodotti sono innovativi, pionieri, e soffrono per marketing mix ed investimenti in comunicazione non adeguati. Ad ogni modo la scelta di naming di Essere è stata una scelta forte, audace, rilevante; lì sì che il nome ha avuto senso, mentre con Bioesserì si rimane un po’ delusi in quanto esperti di naming.


BIO – LOGO

BIO – LOGO

I termini bio e biologico sono parole generiche e totalmente descrittive della tipologia di offerta, pertanto non possono essere usate come nome commerciale da nessun produttore; se così fosse diventerebbero infatti di sua esclusiva proprietà avvantaggiandolo rispetto agli altri produttori biologici.

Nel caso un produttore o azienda volesse valorizzare il contenuto biologico dei suoi prodotti con un mome che richiama direttamente il biologico, può procedere in due modi: arricchendo o alterando la parolina magica bio come anche biologico in modo che risulti chiaro che è un nome “creato” come ad esempio Biosì, Biotek, Biocasa, Biologicum e via dicendo in base alla fantasia del produttore e del suo consulente di naming.

La seconda  strada consiste nell’esibire la parola biobiologico sul pack in grande evidenza: il prodotto avrà il suo nome identificativo e in più ci sarà la dicitura speciale bio che non fa parte del nome e della struttura nominale del prodotto (difficilmente verrà pronunciato o utilizzato per distinguere il prodotto), ma che ha un forte valore di comunicazione e commerciale.

C’è un’altra strada, meno visibile ma importante per il consumatore, che è il marchio di certificazione biologica emesso da speciali enti certificatori nel caso il prodotto e l’azienda produttrice siano in accordo con la normativa per la produzione biologica. Generalmente questo marchio è sul retro della confezione e garantisce che la lavorazione di quel prodotto avviene secondo disciplinari e standard definiti a livello di Comunità Europea.

La materia relativamente alla produzione biologica diventa sempre più complessa ed articolata, ed il consumatore purtroppo sempre più confuso. Ecco spiegato il fiorire di nomi che "giocano" con la parola bio e che a volte sono molto simili tra loro.




NOMI … PESANTI

NOMI … PESANTI In una recente intervista il designer Philippe Starck, neopapà attempato dice: “mia figlia Justice è l’ultima chance per connettermi alla carne, alle lacrime, alla vita … Ho scelto un nome “utile” così, ogni volta che la chiamo, evoco un concetto, quello di giustizia, che sta scomparendo…”. Aggiungiamo una sagace riflessione di Luciana Littizzetto: “Vorrei inventare una legge che permetta ai figli, raggiunta l’età della ragione, di cambiare il nome ai genitori. Così chi è stata chiamata Savana ribattezzerà sua madre Calcutta, e saranno pari!”.


COME DIRE BIO

COME DIRE BIO Con un bell’11% di crescita, il mercato dei prodotti biologici sta guadagnando quote anche in Italia, tradizionalmente indietro in confronto agli altri paesi europei: 3% rispetto al 20%. Poco favorita dai prezzi ancora piuttosto alti, l’evoluzione è però spinta da nuove tendenze sociologiche, di maggiore consapevolezza e sensibilità all’ambiente. L’offerta bio è in continuo aggiornamento, ed entrare in un negozio di prodotti biologici è un’esperienza stimolante: tantissime marche e colori, e forte specializzazione. Anche a livello di naming c’è grande varietà, e si ritrovano le logiche del mercato tradizionale, (continua...)


SALARIO E SALE

SALARIO E SALE Prendiamo spunto dalla rubrica di Aldo Grasso pubblicata sul settimanale Io Donna del 7 aprile, per dare spazio ad una parola drammaticamente attuale e risonante: SALARIO. “Tu proverai sì come sa di salo lo pane altrui” ammoniva padre Dante. Il salario, infatti, deriva dal sale: “salarius” era propriamente la razione di sale, poi “indennità per l’acquisto di sale e di altri generi alimentari concessa ai funzionari della magistratura e dell’esercito”, quindi, nel latino imperiale, “stipendio, retribuzione”. Una volta per la conservazione di cibi, il sale era considerato un bene primario, indispensabile, una sorta di moneta di scambio, basti pensare alle numerose vie del sale (la Salaria, per esempio) che solcano l’Italia. ...” (continua...)


PASQUA

PASQUA Quest’anno la Pasqua è bassa, cade cioè ai primi di aprile e quindi più vicino all’inizio dell’anno. Spostandosi ogni anno con flessibilità nel calendario cristiano, la Pasqua incarna al meglio il suo primo significato, che è quello di “passaggio”. (continua...)


WOBI

WOBI Ha poco più di un mese di vita, e già si fa notare. Si tratta di Wobi la nuovissima piattaforma che tratta gli argomenti più attuali ed utili per il management, dall’innovazione alla sostenibilità, al marketing, offrendo video e contenuti dei migliori formatori e guru in materia. E tutto gratis! Il layout del sito è semplice ed efficace, la navigabilità buona, e il nome molto interessante. Wobi è infatti un nome semplice, bisillabo, facilmente pronunciabile nelle principali lingue, quindi (continua...)


PLATINUM BUD

PLATINUM BUD

Non è ancora arrivata in Italia, ma è troppo particolare per non parlarne! Si tratta della nuova birra Platinum Budweiser lanciata da pochi giorni negli Stati Uniti. Una birra light, in una bottiglia blu, con il nome Platinum, all’interno della famiglia Budwiser.

Al di là della concordanza (!) cromatica tra nome e colore della bottiglia, bisogna ammettere che una birra in una bottiglia blu è proprio una sorpresa, anche pensando al fatto che il vetro blu è difficile da riciclare.

Il nome Platinum è interessante e ben giocato con effetti metallici e scintillanti. Comunica alto livello, premium, qualcosa che è ben più su di “golden”, forse però poco coerente con un prodotto light, leggero, minimale. Questo nome provoca, alletta, fa sognare … il prodotto "light" però è limitante, e forse un po’ punitivo per chi ama la birra. In verità stando a quanto si dice in rete la birra Platinum forse non è così light: ha giusto una manciata di calorie in meno rispetto ad una regular, e lo stesso vale per i volumi di alcol.

Insomma, una bella trovata glamour per un pubblico forse molto giovane e sensibile ai codici forti: il blu, l’originalità, il platino. Per dare un aiutino a questa birra, nel caso arrivasse anche in Italia, ricordiamo alcune delle caratteristiche positive del platino: non si ossida, è considerato più prezioso dell’oro ed ha un prezzo persino doppio, ha una altissima resistenza alla corrosione chimica, ed è uno dei migliori conduttori elettrici.




LA VERITÁ (È) RELATIVA

LA VERITÁ (È) RELATIVA Grazie a Gianrico Carofiglio per questo anagramma bello e denso ( la verità / relativa) scovato all’interno del testo L’arte del Dubbio, di cui è stata fatta una recente trasposizione teatrale. Ricordiamo anche Marcello Marchesi “sloganaro e battutaro” come amava definirsi, autore di memorabili slogan, titoli, aforismi, umorista e sceneggiatore e … “malato di parole”. Ha inventato una infinità di Caroselli e pay off, e tra questi "Vecchia Romagna Il brandy che crea un'atmosfera", "Falqui Basta la parola, "Con quel sorriso può dire ciò che vuole", "Non è vero che tutto fa brodo", "Il signore si che se ne intende" ...


LEAF UN NOME “GREEN” PER NISSAN

LEAF UN NOME “GREEN” PER NISSAN Che fortuna, in Italia le vendite partiranno proprio in corrispondenza con la primavera 2012, anche se è già auto dell’anno 2011: la fioritura ci porta Leaf la nuova auto 100% elettrica di Nissan. Per i dettagli tecnici – sorprendenti - si rimanda ai link e alla rete, riguardo il nome Leaf si vuole invece sottolineare la coerenza e l’efficacia. Un nome semplice, inglese, che in italiano significa “foglia”, che bilancia la non immediata comprensione con una estrema facilità di pronuncia ed una eufonia mirabile. Un bel nome ed un caso piuttosto raro per il mondo automobilistico, costantemente alla ricerca di nomi corti, espressivi, globali. A queste valenze si aggiunge la ricchezza evocativa del brand name Leaf che rimanda alla leggerezza, alla purezza, alla natura veicolando con equilibrio i valori di sostenibilità e rispetto dell’ambiente propri di quest’automobile ad emissioni zero.




IL TEMPO DELLE BANANE

IL TEMPO DELLE BANANE

E’ primavera e fioccano le banane. Di forte impatto e molto ricca di contenuto è la nuova campagna milanese di Chiquita: un bel gioco linguistico che prende avvio dall’espressione colloquiale “prendo la gialla” intendendo che ci si muove con la linea metropolitana gialla. In questo caso però “la gialla” è la banana Chiquita, e la frase è una sorta di imperativo o di invito. In aggiunta, la banana diventa icona di una stazione metropolitana della linea gialla, connotandola fortemente: Duomo – la banana rappresenta l’edificio, Montenapoleone – la gagliarda banana diventa una scarpa scollata con il tacco, Centrale – la banana diventa una Freccia Gialla!

L’agenzia Armando Testa ci ha da tempo abituato alla personificazione di ortaggi e frutta (le campagne per Esselunga), e con questa campagna conferma la sua freschezza comunicativa.

Tutt’altro stile quello dei Fratelli Orsero, anche loro in campagna con le banane: fondo nero, contrasto di colore, dorature, eleganza e sofisticatezza che nobilitano una tradizione. Anche le scelte di naming risalenti a decine di anni fa, rappresentano due stili e due posizionamenti differenti: Chiquita, nome allegro ed accattivante per la banana popolare, ed il patronimico Fratelli Orsero serio e rigoroso per banane (ed ananas) più ricercate.




L’ALFABETO SECONDO BMW

L’ALFABETO SECONDO BMW Ci sta proprio tutto l'alfabeto ...  Teniamo in mente la lettera "I", la ritroveremo a breve.


PERSONA

PERSONA

Un brand che esiste da oltre 35 anni; nato come linea di abbigliamento per taglie forti e proposto all’interno dei negozi Marina Rinaldi (Gruppo Max Mara Fashon), Persona è diventata poi marca a se stante con negozi monomarca in molte città italiane. In questi giorni è on air la campagna che ha come testimonial Vanessa Incontrada, modella, attrice ed ora anche stilista e co-creatrice dei capi della nuova collezione ... molto poco taglia forte, però!

Ingenti investimenti sul brand Persona, ma cosa dire di questo nome? Nel tentativo di individualizzare e di creare una relazione con il suo target, risulta generico, freddino e un po’ concettuale. La parola “persona” è infatti diversa dalla parola “personalità” e non la ispira in modo diretto; e se dietro il brand name Persona c’era l’intenzione di dare luce e dignità a tutte, anche a chi tra le donne ha forme un po’ tonde, il rimando più forte va nella direzione di un altro prodotto per le donne battezzato con lo stesso nome Persona, un dispositivo anticoncezionale.




TOYOTA IQ: CHE QUOZIENTE INTELLETTIVO

TOYOTA IQ: CHE QUOZIENTE INTELLETTIVO

In Italia IQ si dice QU-I, e si scrive QI. Non è facile quindi riconoscere il Quoziente Intellettivo che in inglese si dice “Intelligence Quozient”, nel nome IQ della piccola e intelligente Toyota. Però una volta che lo si scopre, il senso rimane in mente e si apprezza l’arguta scelta di naming.

Per noi italiani si affaccia un altro dubbio: come leggere il nome IQ. Semplicemente ìqu, come fossero due lettere dell’alfabeto italiano, oppure ichiù come fossimo semi-inglesi, o forse aichiù, da inglesi integrali? In quest’ultimo caso, si potrebbe aprire una bellissima porta sull’oriente, e in particolare sull’Haiku (che in Italia di legge àicu) una forma poetica giapponese molto suggestiva, caratterizzata da estrema semplicità e brevità (17 sillabe) ma da somma intensità e saggezza. Un po’ come la Toyota IQ, “la più piccola 4 posti al mondo” che condensa intelligenza e prestazioni. E poi non dimentichiamo la marca Apple che ha fatto della lettera I iniziale la sua bandiera (IPod, IPad, IMac …).

Ma torniamo al Quoziente Intellettivo; il primo a studiarlo è stato lo psicologo francese Alfred Binet, anche se il nome IQ è stato definito dal tedesco William Stern. Si tratta di un indice numerico il cui scopo (attraverso test, prove, punteggi e scale) è di misurare l’intelligenza di una persona. Sebbene il valore numerico di QI / IQ non sia così predittivo dell'effettivo successo nella vita lavorativa e personale, per la piccola Toyota a due anni dal lancio, si può parlare di un incremento nella diffusione, almeno in Italia. Chissà quanto del merito è da attribuire al nome ...




NOMI RAP

NOMI RAP Una mappa che organizza i nomi di ben 636 cantanti rappers su base semantica, riferendosi alle loro caratteristiche fisiche o metafisiche e creando intricate interconnessioni tra le categorie di significazione. Estesa ben “7 squares foot”, è in edizione limitata e può essere stampata anche con inchiostro dorato!