Che bello questo compleanno di Barilla che celebra una famiglia e una storia così significative per noi italiani. Se da decenni siamo alla sinistra dell’equazione: italiani = pasta, pizza, mandolino (e mafia!) dobbiamo ringraziare anche la marca Barilla, chiaramente non per la mafia e neanche per la pizza. Per la farina si, però!

La storia comincia infatti nel 1877 a Parma, con un piccolo forno per fare il pane che poi diventa negozio in cui con un torchio di legno viene fatta anche la pasta: all’inizio 50 kg al giorno, ma nel giro di un decennio diventano 8 tonnellate. C’era questo destino nel cognome Barilla, che si riferisce all’artigiano barilaro che fa i barili, i recipienti per il trasporto e la conservazione di liquidi e farine. E il fondatore Pietro i barili li maneggiava di certo; più che farli, probabilmente li riempiva dei suoi prodotti e delle materie prime.

La storia del brand Barilla scorre negli anni: il negozio diventa stabilimento, quindi impresa, si apre al marketing, alla distribuzione moderna, alla réclame e al Carosello, con comunicazioni di impatto, che hanno come protagoniste le star italiane e internazionali del cinema, della canzone, della regia (Dario Fo, Albertazzi, Mina, Banderas, Fellini, Tornatore, ed ora un campione mondiale del tennis). Da anni la marca è al centro del dibatto non solo sull’alimentazione e sulla ricerca gastronomica, ma anche sul benessere del pianeta, ed è fortemente impegnata sul fronte della sostenibilità e della salute.

Rimando al sito Barilla che sintetizza felicemente i passi della marca, i suoi successi, le acquisizioni nazionali e internazionali, i lanci, senza nascondere gli anni della gestione americana comunque fertili. E apprezzo e sostengo gli sforzi di questa grande azienda per cui ho avuto il piacere di lavorare, che investe in ricerca e innovazione, studia nuovi prodotti, fa esperienze di nuovi mercati, impara dagli errori con un rispetto e un’attenzione costante verso il consumatore.

E le scatole? La pasta Barilla fu una delle prime ad essere venduta in scatola: in origine la pasta si vendeva sfusa, avvolta in un pezzo di carta. Con il tempo Barilla privilegia il colore blu così innovativo per il settore alimentare e dota ogni confezione della caratteristica finestra trasparente, a lungo una peculiarità delle confezioni Barilla.